Anche questa è una poesia dedicata a una persona cui ho voluto molto bene e che non c'è più o almeno non è più qui... ma nel mio ricordo è sempre presente.
Per te
Di che stupisci ancora, tu, che ogni cosa hai bruciato
prima d'esser uomo fatto?
Tu che hai vissuto la tua vita
senza giochi sereni.
corse nei campi assolati di grano,
colto papaveri e bevuto nei fiumi a sorsate,
senza racconti incantati di fiabe lontane.
Senza brusche impennate
di puledro selvaggio.
Piccolo grande uomo,
troppo presto importante,
troppo grande.
Hai in un ago i tuoi paradisi,
in un buco i boschi, i fiori e tutto quanto,
in una polverina la speranza.
Tu ridi dei miei rapimenti improvvisi
per una fronda mossa dal vento
in un tramonto che mi scioglie
in mille tristezze...
Ridi del mio crescere lento...
Io non rido.
Vorrei raccontarti storie
e correre nei prati a piedi nudi,
saltare fra un sasso e l'altro nei ruscelli,
cogliere nell'ondeggiare del grano maturo
il rosso dei papaveri e il cielo dei fiordalisi
e vorrei che cielo e fuoco
fossero i miei occhi fissi nei tuoi,
ma il lampo che leggo nei tuoi occhi
è tristezza, è morte il tuo pensiero...
La tua amica
Vota questo post
La vita poi insegna molte cose, ma questa immagine mi è rimasta impressa. I nostri desideri e aspirazioni si mostrano spesso nella loro vuota inutilità, purtroppo , spesso, su questi abbiamo appoggiato la nostra realizzazione; solo quando avremo aperto le mani e li avremo lasciati andare troveremo quella pace che siamo andati affannosamente cercando
Aspirazioni
Portata dal vento
vola nel silenzio
ragione di mille inutili cose
e l'anima ricomposta
brama luci più grandi
Vota questo post
La città dei gabbiani
Ridono gabbiani solitari
Bianchi
come monumenti lavati
in un giorno di pioggia
e volano lenti
come uomini stanchi
Li ho visti
su mari solcati da navi,
lunghe ali abbracciano il cielo,
già grigie,
lievi ombre sui miei monti
scavati dal frangersi d'onde.
I miei monti argentati
di olivi e di sale...
ritornano ora alla mente
insieme con mare, gabbiani
e sapore di sale.
I gabbiani ancor volano e ridono...

Vota questo post
Nata dalla visione delle foto di Enkiddu che mi trasmettevano il senso della prigione cosntante nella vita, prigione da cui non si esce, illusione di libertà... l'ultima prigione era rappresentata da un vaso di fiori.. ma i fiori... uscivano dalla prigione...
Guardando alcune foto, dal tema ripetitivo, linee che si intrecciavano formando gabbie, prigioni, certo non volute dall'autore delle foto, mi è apparso chiaro come spesso agiamo credendo di essere liberi, mentre in effetti siamo chiusi in gabbie... ma le gabbie sono solo nostre, noi possiamo chiudere i fiori in gabbie, ma essi non cesseranno di essere "liberi" non perchè lo siano realmente, ma perchè non sanno di non poter fare altro. Noi possiamo scegliere, ma spesso prendiamo scorciatoie, spesso preferiamo essere in gabbia... e allora io voglio correre a sciogliere catene, ad affermare la mia libertà su tutto quanto, a dire, ancora una volta, che non posso essere rinchiusa, che anchio sono fiore, non ci sono gabbie per me, ma perchè ne sono consapevole!!!
Illusioni
Di giorno in giorno
Si sale, si scende...
tra invisibili gabbie,
specchio d'acqua che il sole trama,
il movimento rinchiude..
gabbie trasparenti,
lucenti speranze, tracce nell'acqua...
Righe sulla neve, acqua congelata,
trame
ancora cammini di fuga,
ricerca di luce,
Si sale, si scende
arcobaleni si stendono
in cieli ancor plumbei
e corro fra gocce,
ancora scroscianti,
per aprire prigioni
......
I fiori, loro, non hanno gabbie.
Vota questo post

La morte accompagna un po' tutto il cammino della nostra vita, cerchiamo di allontanarne il pensiero, di tenere lontano la sua venuta, ma lei è lì... meglio segue il nostro vivere quotidiano.
Spesso la mia vita è arrivata a guardare la morte da vicino, prima il nonno, che amavo tantissimo e che ha lasciato un vuoto grandissimo, poi io, con incidenti e poi i miei familiari ed amici. La morte è stata compagna che ha scandito la mia vita... alla fine mi sono ancorata ad essa e non mi fa paura. Posso guardarla senza nascondermi.
Da questo sono nate queste due brevissime "poesiole" entrambe intitolate :
Morte
Il sole
ha percorso il suo cammino
ha illuminato
riscaldato, dato vita
ed ora riposa.
Domani sorgerà
ancora
Morte
Sei tornato alla terra
che arida
rinasce
Vota questo post
A volte camminiamo indifferenti a tutto quello che ci circonda, a volte la terra risuona dei nostri passi stanchi e non ci rimanda altra eco che noi stessi. A volte, oggi, la paura diventa la nostra padrona e ci chiude gli occhi.
Questa poesia è stata scritta molto tempo fa...
Mendicante
Cammina sull'asfalto lucente
e il suo passo risuona
lento ed uguale
Altri passi si uniscono
e se ne vanno come sono venuti
qualcuno lo guarda e prosegue
ed il passo risuona uguale
come una nota stanca.
Vota questo post
Scrissi questa poesia un san Valentino di tanti anni fa per l'amato.. come regalo ...
Vota questo post
Davanzale
Mai finiti disegni di ombre
neppure qui è pace
e grigio soffio di vento
ha voce di grilli
morenti
nei primi d'autunno:
L'uva schiumeggia nel vino
già tinta di rosso rubino
e l'erba seccata sull'aia
profuma nell'aria l'inverno..
Balaustra di vento
che scorre,
come mare che torna;
già seme in terra marcisce
e si spaccaùgià un'alba ferisce la notte.
Davanzale d'ombra e di vento
sul quale ora sporgo le mani
Ho colto nell'aria il risveglio
lontano
si svolge l'immenso.
Tace il muto silenzio.
Vota questo post

Amare una persona per me è un coinvolgimento totale che mi impedisce di pensare senza di lei... non concepisco di vivere senza averla nel cuore.. così è nata questa poesia...
Quotidianeità
Fessure di sole
aprono disegni di polvere
bianchi,
lattiginosi come mattini
d'ottobre
che sfumano in nebbie
i contorni.
Poter restare un attimo ancora
prima che le cose diventino
ciò che sono da sempre,
lasciare che le cose
crescano da sole
lentamente.
Allora e solo allora
lasciarsi prendere
oppure dormire
fra i bianchi disegni di sole.
Fessure di sole e odioso trillo di campane
Mi dici: "Sta ferma, riposa",
ma il rasoio ha il fragore di treni
e l'acqua boati di cascate.
Se non mi alzo esci senza caffè
nella brina del giorno
ed io, che ti amo, mi alzo
e dimentico nebbie e crescere di cose.
Vota questo post
Dialogo - Dialoghi questa è una vecchia poesia del mio periodo Sartriano...
Quando ero piccolina e mi dilettavo a pensare, presa dal raptus della poesia ho tentato di descrivere un immaginario dialogo fra persone che non si ascoltano.. persone che sono vicine, ma parlano lingue assolutamente diverse, persone che hanno fretta...
è cambiato qualcosa?
Dialogo
Paul Valery?... si può darsi sia lì
perso nel tempo, oggi più di ieri, ieri che non c'è
ch'è forse domani,
no, ieri è oggi... era lì.
Si, si leggi pure, ancora più pochi
ma serve a qualcosa, a chi?
e' tutto finito, non c'è più religione,
neanche cultura, cultura e religione.
no, non coltura di verze,
cultura in senso di lettere.
No, non dell'alfabeto, non un abbecedario
A come arancia,B,C come cane...
no, cultura in senso di arte
"Quale parte? la destra, la sinistra?" ma cosa dici
Non parte... "Chi parte?"
Dicevo che è arte, stammi a sentire.
"Ma ho capito Arte, non parte, nè destra, nè sinistra
e neppure c'è uno che parte"
Si tratta proprio di Arte con la A maiuscola
"Arte... di, di chi?"
Appunto, dicevo è propri così
vedi che non lo sai, ti domandi di chi?
e perchè... "Ma no... vedi dicevo..."
Non interrompere prego
Le cose stanno così e questo è il fatto,
la colpa e non è vero
che non c'è più arte nè parte e religione
non c'è più l'uomo
"Quale uovo?"
Si, nella tua testa l'uovo!!!
"Ma cosa dici adesso?"
Leggi, leggi Valery che tanto
fra uomo uovo, arte e parte
tu resti lì
e ci resterai ancora per molto
"Ma no, me ne vado"
No, vedi, dicevo...
Ma si, ma vai... fai quel che vuoi
amici come prima
patti lunghi amicizia chiara
No, il contrario, be, non importa
Vota questo post
Questa poesia l'ho scritta molto tempo fa, dopo uno dei numerosi traslochi... La memoria di cose passate non posso toglierla dal mio cuore, resta con me immutata, viva e sorgente continua di gioia.

Dal rigattiere di "X"
Un tappetino di similerba,
verde, appunto.
Un tacquino di similpelle
con alcuni fogli strappati
e appunti sul "Capitale di Carlo Marx.
Gomitoli di lana disfatta
e una bambola senza più braccia
ed un occhio solo, più sotto l'occhio mancante,
lo riappiccico, perchè non sta bene.
Una porcellana sbrecciata e alcuni sassi di mare
ricordo di chissà quali vacanze.
Fotografie ingiallite
con volti sconosciuti,
forse felici, chi sa..?
Fogli sbiaditi,
lettere forse d'amore
ed altro ancora.
Riaffiorato ora alla memora per sbaglio
e subito richiuse
nel silenzio di un baule ammuffito,
vendute per poche lire
al rigattiere dell'angolo.
Vota questo post

Temporale d'estate
Un bagliore
ha squarciato le tenebre
spezzando l'immota armonia
L'anima mia brucia
aperta
a spazi infiniti
ove si perde.
Volano farfalle notturne,
fruscio di venti lontani,
volti di altre persone
che spuntano nel buio
come note uscite dal silenzio,
dischiudono il breve spazio
in speranze d'infinito

Vota questo post
Qui dove il tempo si svolge
Paure dissolte
Rami intessuti di silenzio
rompono nebbie distese,
anch'io, inquieto uccello,
troverò pace
qui, dove il tempo si svolge
ed apre spiragli
d'infinito amore

Vota questo post
Ascoltare il mare distende e rilassa...

Vota questo post

Nelle cose di sempre
Comprendo ora forse,
nel concavo silenzio del cielo,
in questo morbido abbraccio di vento,
la gente o le cose?
So ora l'infinito,
qui sola, piccola cosa nel tempo
che trema e si strugge?
Tu placida immobile fronda,
amorosa betulla, tu sai
e ti muovi nel vento o ristai,
sempre uguale sicura.
Scivola su di te la vita
e la sai.
Io non so
e la mia breve vita in inquieta ricerca consumo.
Sbuccio giornate,
con la mano incerta ferisco,
sapendo di ferire,
e come bestia ferita grido
Vota questo post
Portata dal vento
vola nel silenzio
ragione di mille inutili cose
e l'anima ricomposta
brama luci più
grandi
Vota questo post
Immobilità?
Non vuoi dir niente
e stai a guardare
fiore che nasce e muore
e mostra la sua verginità nuda
che il vento disperde nell'aria
prostituta che si offre innocente
Nudità più profonde assapori
già di pioppo sa l'aria
semi forse fecondi
nel grembo della madre
................................
attendi
chi tenderà la mano,
ma tu, l'accetterai?
Vota questo post

In volo leggero si posa sui fiori... nonostante il suo peso vola veloce.
Primavere
Il ghiaccio si è sciolto,
lentamente,
ascolto il rumore del fiume
che scorre,
lontano,
e diviene musica dolce,
richiamo.
Odore di terra bagnata,
ronzio d'api operose,
come fiore irrorato
lentamente si schiude
dolcezza.
Vota questo post
Ge 14 Gennaio 1975 Non ho cambiato opinione, ogni giorno è meraviglia da vivere, anche quando il flusso della vita tocca gli apici più bassi.... quando si è scesi fino alle profondità della terra, si può solo risalire nello splendore della vita.
Scrissi questa poesiola molto tempo fa e avevo precisato: "Penso che troppo spesso si viva aspettando il domani, quello che deve venire e si fa nulla. Ma il domani è già oggi e senza fare niente avremo niente e il niente è la morte. Così noi viviamo la nostra morte ogni giorno, come foglie che tremano nel vento aspettando solo di cadere, alcune cadono anzitempo, ma, forse, hanno vissuto! "
Nel senso del tempo
Non ha più senso aspettare
un giorno ch'è ultimo
prima ancora di nascere.
La foglia è già caduta
cullata dal vento
e solo la terra che conosce
il volto dei morti
non mostra stupore.
Camminiamo la nosta morte
viva
tra filari di pioppi e betulle...

Vota questo post

Questa poesia è recentissima..
Ombre
Un giorno ti incontrerò,
là dove si disfa il giorno
e la notte tacita s'avanza.
Non ci sarà bisogno
di parole, ch'oggi mi chiedi,
quasi a rincantucciare tue paure.
Là dove l'orizzonte scema
mi troverai completa.
Vota questo post
Io amo il sole, il calore che scalda il cuore, matura la frutta e rende tutto più gioioso... La pioggia mi intristisce, ma occorre perchè il sole possa fare il suo lavoro... un magico equilibrio che trasforma ogni cosa e dona la vita.
Pioggia
Rigagnoli gialli
di acqua
scavano lenti
il madido suolo
e uccelli
stringono cerchi più bassi
e gridano a tratti
la fame.
A tratti urlerei con loro
per spezzzare quel filo
che ancora mi unisce
al dolore,
cordone ombelicale
che da e toglie la vita

Ora la pioggia è lieve
come la brezza d'estate
e le rondini sfidano il cielo
con stridi di vita.
Di nuovo aspetto
l'estate e il suo sole.
Vota questo post
Il treno correva tranquillo verso la sua destinazione... Noi ragazze eravamo in gita scolastica e ormai stanche dormicchiavamo sulle poltrone rosse. Mi erosvegliata al primo chiarore del sole, al primo raggio che ha squarciato il buio... e una meraviglia si presentava ai miei occhi... così anni dopo, ricordando ancora, ho scritto questa poesia.
Paludi romane
Un alba
Gialla di sole
E silente
Sulle paludi romane,
il treno corre
sfiorandole appena
e lascio
coriandoli di sogni
appesi alle nebbie
ovattate
aleggianti sull’acqua.
Ricordo…
Ora come allora
Gli occhi spalancati
Su un mondo
Che ancora doveva
Ferirmi
Che già mi ha straziato.
Paludi romane
Silenziose e magiche
In un mattino d’estate
Scoperte tra il borbottio del treno
Che correva veloce
In quell’alba dorata…
Sognavo, non è morto in me
Il sogno,
la nebbia non s’è diradata
spazzando magie..
Sono qui,
tutta intera
e ancora
i miei occhi
trapassano nebbie
e colori.
Tendo la mano
A sfiorare incanti
Ora, come allora,
ti cerco…
magia,
incanto che non finisce.
Vota questo post
Una poesia relativamente recente, ammirando con occhi nuovi tutto ciò che mi circonda ed evocando ricordi lontani... così è nata questa poesia. 
Primavere
Il ghiaccio si è sciolto,
lentamente,
ascolto il rumore del fiume
che scorre,
lontano,
e diviene musica dolce,
richiamo.
Odore di terra bagnata,
ronzio d'api operose,
come fiore irrorato
lentamente si schiude
dolcezza.
Vota questo post

Lasciando l'inverno...
guardandola appena fra le persiane abbassate.
La luce ti giunge a strali,
ferisce la stanza.
Assapori la sera
aspettando che arrivi
la sigaretta in mano
e aspetti che cali la tenda
sullo scenario della tua vita
Le case fuori hanno bui gli occhi
aperti all'ultima luce
di un sole freddo
che segue inesorabile il cammino
Poi avverti la magia
di luci accese sul mondo
La vita ricomincia per un attimo
attorno ad una tavola
I bambini ridono,
raccontano dei loro giochi,
un televisore ripete parole
poi il silenzio
I bambini dormoni nel loro letto
e aspettano il giorno che viene
i loro sogni sono tranquilli
il sonno profondo:
Una donna attende il suo uomo
e i minuti sembrano ore
Poi anche loro riposano
I tuoi occhi cedono alla notte il passo
Anche tu taci,
si è fatto silenzio
potresti sentire le voci dei gatti
nella notte
e i passi di un uomo solo
che vaga cercando riposo,
ma dormi anche tu.
Vota questo post

A volte la natura e le sue meraviglie mi toccanto in modo davvero profondo e associo ad eventi emozioni e sentimenti..
Così l'amore per una
persona, per me cosa importantissima, si intreccia con l'immagine del sole che sorge, sia al mattino, sia dopo un'acquazzone, quando, cessata la furia dell'acqua e del vento, il sole illumina gli sprazzi di cielo fra le nuvole, creando suggestioni incredibili e sciogliendo i colori.. Arcobaleni allora dipingono il cielo.
Così quando tu sei vicino, è come se tutto si tingesse dei colori del sole.. come se l'arcobaleno potesse spuntare ogni volta, anche dopo litigi. baruffe e incomprensioni.. Ci sono, ma alla fine ecco il sole, ecco la gioia del colore ritrovato, la meraviglia di un arco di pace....
Da profonde lontananze emergi
sole
che milioni di rugiade
sciogli
Arcobaleni, timidi miracoli
di ogni giorno,
questo mi richiami
amore.
Ogni giorno mi sciolgo
simile a gocce di rugiada.
Vota questo post

Mi piace partire con te!
Partirei sempre,
partiamo, amore, andiamo lontano
là dove i gabbiani
gridano
con le loro voci acute,
dove il mare è più azzurro e vicino
e le creste dell'onde
si confondono coi bianchi gabbiani.
Andiamo dove vuoi,
dove il cielo è azzurro e sereno
come i tuoi occhi,
o buio e tempestoso;
dove il vento
piega i fragili steli
o urla contro le rocce.
Andiamo, andiamo a casa amore,
Andiamo nel mondo
assieme agli altri.
Andiamo
Andiamo
dove possiamo guardarci negli occhi
ed
amarci.
Andiamo da Jonathan
il gabbiano.
Vota questo post
Per il mio nonno, un uomo giusto... un uomo saggio, .. un uomo che conosceva il valore delle cose e delle parole...
Non è la mia prima poesia... no, è la poesia dedicata alla persona che ho amato con tutto il mio cuore, alla persona che riusciva a comprendere i miei silenzi, i miei musi, le mie paure; che riusciva a farmi sorridere con un solo sguardo e con quello stesso mi rimproverava così fortemente da farmi star male.
Dedicata al nonno che mi faceva fare cavalluccio su una vecchia filastrocca che neppure ricordo tutta: "Trotta galoppa cavallo di stoppa, col tuo gran cavalier sulla groppa... " era lunghissima e non la ricordo più.
Al nonno che mi faceva sognare declamando l'Iliade, l'Odissea e i canti della Divina commedia.. il tutto a memoria... con cambi di intonazioni e di voci incredibili.
Ho amato queste opere grazie a lui.

Vedrò il tuo viso
E' scomparso il tuo volto
agli occhi nostri
mortali.
La tua voce
non risuona più
nelle tepide stanza.
Ma è già spuntato
un fiore
dalla terra ieri arida
e ascolto l'erba che cresce
e profuma
Presto negli oleandri
in fiore
vedrò il tuo viso
Tua nipote...
Vota questo post
Una vecchia casa ormai abbandonata, venduta forse... non so all'epoca, forse fonte di legati testamentari e di liti. Era bellissima una grande casa dicampagna in piena città.. un tempo probabilmente era lontana dal centro abitato, ma l'espandersi della popoazione l'aveva resa quasi centrale.
Passavo ogni giorno con i miei cani a salutarla e, ogni tanto, entravo. Suscitava in me profonda commozione e mi sarebbe davvero piaciuto poterla acquistare, sistemare ed abitarci...
Al suo posto ora ci sono una serie di condomini. Unità abitative dalle stanze piccolissime, unità atte ad ospitare tante famiglie...
Ho provato a fare un filmato da immagini rendendo visibile la poesia.. peccato non aver avuto immagini della vecchia casa in via Chiesa...
Vecchiezza
Una casa in via Chiesa
abbandonata e sola
come un antico maniero
senza più fantasmi
e catene trascinate nella notte senza luna
(forse qualche spettro vanitosi
si mostra, cigolante apparizione,
in pleniluni argentati)
La casa è là, fra le altre
belle, ricche, abitate.
Ora solo qualche cane galante
ci porta cagnette dubbiose
"Ecco, vedi, la sala, qui la cucina,
la stalla da questa parte,
il fienile, acquaio
e questo è il posto del cane,
accogliente ti pare?"
e dolci ululati interrompono il silenzio notturno.
Luci si accendono intorno
e qualcuno brontola nella notte,
desideroso, forse, di un atto d'amore
tralasciato per stanchezze accumulate.
D'inverno, quando il freddo e la pioggia
rinchiudono gli uominic ome orsi in letargo,
la vecchia casa è felice;
bianchi vagabondi si intrufolano fra le sue mura
(scrupolosamente sbarrate dalla sovraintendenza
a non so bene cosa, che si preoccupa della salute del cittadino
chiudendo le P.P. Proprietà Private in attesa di un oculato compratore)
e che importa se se qualche imposta si è trasformata in fumo
ora c'è di nuovo odore di minestra e profumo di vita.
E la casa fra tramonti dorati
ed albe nebbiose, fra bianche brine invernali
e dolci risvegli gemmati
ricorda vociare di bambini
e sguardi innamorati , persi in quelle discese di fuoco.
Ricorda e non ha altro, aspetta.
Forse domani la ruspa cancellerà
quello "sgorbio" vecchia maniera,
presente insulto all'architettura moderna...
e la casa è lì, paziente, rassegnata
le sue mura scrostate e l'erba che cresce e colora.
Intanto innamorati, vagabondi e cani
La ricorderanno e, forse, rimpiangeranno un poco.
Così è la vita...
Vota questo post

e forte. Nnei giorni del suo splendore produce una grande inflorescenza carica di fiori gialli che attirano api.. molto bella sull'azzurro del cielo e del mare.
Non chiedermi
di essere come l'agave
parsimoniosa e lenta,
come l'agave che fiorita muore.
Non chiedermi
di attendere sterile
nella terra il domani.
Sono papavero
in biondo cielo di grano
ogni anno mi brucio
nel sole

Vota questo post









Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@