14
set
2008

Per te

19:29 Amelia

 

 



Anche questa è una poesia dedicata a una persona cui ho voluto molto bene e che non c'è più o almeno non è più qui... ma nel mio ricordo è sempre presente.

 

Per te

Di che stupisci ancora, tu, che ogni cosa hai bruciato

prima d'esser uomo fatto?

Tu che hai vissuto la tua vita

senza giochi sereni.

corse nei campi assolati di grano,

colto papaveri e bevuto nei fiumi a sorsate,

senza racconti incantati di fiabe lontane.

Senza brusche impennate

di puledro selvaggio.

Piccolo grande uomo,

troppo presto importante,

troppo grande.

Hai in un ago i tuoi paradisi,

in un buco i boschi, i fiori e tutto quanto,

in una polverina la speranza.

Tu ridi dei miei rapimenti improvvisi

per una fronda mossa dal vento

in un tramonto che mi scioglie

in mille tristezze...

Ridi del mio crescere lento...

Io non rido.

Vorrei raccontarti storie

e correre nei prati a piedi nudi,

saltare fra un sasso e l'altro nei ruscelli,

cogliere nell'ondeggiare del grano maturo

il rosso dei papaveri e il cielo dei fiordalisi

e vorrei che cielo e fuoco

fossero i miei occhi fissi nei tuoi,

ma il lampo che leggo nei tuoi occhi

è tristezza, è morte il tuo pensiero...

La tua amica

Tag: poesia

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28
mar
2008

Aspirazioni

17:22 Amelia


Losservazione della natura porta a ripensare alla vita


Guardando un  soffione che lascia i suoi semi nel vento e con essi il mio gioco segreto, mi è venuta questa immagine... molti anni fa.

La vita poi insegna molte cose, ma questa immagine mi è rimasta impressa. I nostri desideri e aspirazioni si mostrano spesso nella loro vuota inutilità, purtroppo , spesso, su questi abbiamo appoggiato la nostra realizzazione; solo quando avremo aperto le mani e li avremo lasciati andare troveremo quella pace che siamo andati affannosamente cercando

Aspirazioni

Portata dal vento

vola nel silenzio

ragione di mille inutili cose

e l'anima ricomposta

brama luci più grandi

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25
mar
2008

La città dei gabbiani

19:26 Amelia

 


I gabbiani mi riportano sempre alla mia città, una città che ha tratto al mare la terra, una città che non ha più spazio e ne recupera sempre, a scapito di monti e alberi. Fortunatamente le cose sono un po' cambiate e adesso c'è molta più attenzione al territorio e all'ambiente, quando scrissi questa poesia stava morendo. Ora mi sembra stia rivivendo, perciò ho modificato leggermente il testo primitivo... nella speranza che la resurrezione sia stabile

La città dei gabbiani

Ridono gabbiani solitari

Bianchi

come monumenti lavati

 in un giorno di pioggia

e volano lenti

come uomini stanchi

Li ho visti

su mari solcati da navi,

lunghe ali abbracciano il cielo,

già grigie,

lievi ombre sui miei monti

scavati dal frangersi d'onde.

I miei monti argentati

di olivi e di sale...

ritornano ora alla mente

insieme con mare, gabbiani

e sapore di sale. 

I gabbiani ancor volano e ridono...

Tag: poesia,arte,animali,genova,citt,comunicazione,letteratura

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21
mar
2008

Illusioni

18:00 Amelia

 

Nata dalla visione delle foto di Enkiddu che mi trasmettevano il senso della prigione cosntante nella vita, prigione da cui non si esce, illusione di libertà... l'ultima prigione era rappresentata da un vaso di fiori.. ma i fiori... uscivano dalla prigione...


Guardando alcune foto, dal tema ripetitivo, linee che si intrecciavano formando gabbie, prigioni, certo non volute dall'autore delle foto, mi è apparso chiaro come spesso agiamo credendo di essere liberi, mentre in effetti siamo chiusi in gabbie... ma le gabbie sono solo nostre, noi possiamo chiudere i fiori in gabbie, ma essi non cesseranno di essere "liberi" non perchè lo siano realmente, ma perchè non sanno di non poter fare altro. Noi possiamo scegliere, ma spesso prendiamo scorciatoie, spesso preferiamo essere in gabbia... e allora io voglio correre a sciogliere catene, ad affermare la mia libertà su tutto quanto, a dire, ancora una volta, che non posso essere rinchiusa, che anchio sono fiore, non ci sono gabbie per me, ma perchè ne sono consapevole!!!

 

Illusioni

Di giorno in giorno

Si sale, si scende...

tra invisibili gabbie,

specchio d'acqua che il sole trama,

il movimento rinchiude..

gabbie trasparenti,

lucenti speranze, tracce nell'acqua...

Righe sulla neve, acqua congelata,

trame

ancora cammini di fuga,

ricerca di luce,

Si sale, si scende

arcobaleni si stendono

in cieli ancor plumbei

e corro fra gocce,

ancora scroscianti,

per aprire prigioni

......

I fiori, loro, non hanno gabbie.

Tag: poesia,comunicazione,letteratura,musica

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20
mar
2008

Morte

15:06 Amelia


La morte accompagna un po' tutto il cammino della nostra vita, cerchiamo di allontanarne il pensiero, di tenere lontano la sua venuta, ma lei è lì... meglio segue il nostro vivere quotidiano.

Spesso la mia vita è arrivata a guardare la morte da vicino, prima il nonno, che amavo tantissimo e che ha lasciato un vuoto grandissimo, poi io, con incidenti e poi i miei familiari ed amici. La morte è stata compagna che ha scandito la mia vita... alla fine mi sono ancorata ad essa e non mi fa paura. Posso guardarla senza nascondermi.

Da questo sono nate queste due brevissime "poesiole" entrambe intitolate :

 

Morte

Il sole

ha percorso il suo cammino

ha illuminato

riscaldato, dato vita

ed ora riposa.

Domani sorgerà

ancora

Morte

Sei tornato alla terra

che arida

rinasce

 

Tag: poesia

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19
mar
2008

Mendicante

18:54 Amelia

A volte camminiamo indifferenti a tutto quello che ci circonda, a volte la terra risuona dei nostri passi stanchi e non ci rimanda altra eco che noi stessi. A volte, oggi, la paura  diventa la nostra padrona e ci chiude gli occhi.

Questa poesia è stata scritta molto tempo fa...

 

Mendicante

Cammina sull'asfalto lucente

e il suo passo risuona

lento ed uguale

Altri passi si uniscono

e se ne vanno come sono venuti

qualcuno lo guarda e prosegue

ed il passo risuona uguale

come una nota stanca.

Tag: poesia

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15
mar
2008

Partiamo

00:24 Amelia

 

 

Scrissi questa poesia un san Valentino di tanti anni fa per l'amato.. come regalo ...

Tag: poesia

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10
mar
2008

Davanzale

15:23 Amelia


Questa non è la stagione giusta per questa poesia, scritta d'autunno, quando il vento comincia a spirare freddo e penetrare sotto gli abiti ancora estivi. Il davanzalesul quale sporgevo le mani era rivolto a nord-est e si poteva gustare il sorgere del sole e stare freschi nei caldi giorni estivi. Amavo starmene lì appollaiata fra i rami dei pini e lasciarmi portare dai pensieri...

Davanzale

Mai finiti disegni di ombre

neppure qui è pace

e grigio soffio di vento

ha voce di grilli

morenti

nei primi d'autunno:

L'uva schiumeggia nel vino

già tinta di rosso rubino

e l'erba seccata sull'aia

profuma nell'aria l'inverno..

Balaustra di vento

che scorre,

come mare che torna;

già seme in terra marcisce

e si spaccaùgià un'alba ferisce la notte.

Davanzale d'ombra e di vento

sul quale ora sporgo le mani

Ho colto nell'aria il risveglio

lontano

si svolge l'immenso.

Tace il muto silenzio.

Tag: poesia

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08
mar
2008

Quotidianeità

18:29 Amelia


Amare una persona per me è un coinvolgimento totale che mi impedisce di pensare senza di lei... non concepisco di vivere senza averla nel cuore.. così è nata questa poesia...

Amare una persona per me è un coinvolgimento totale che mi impedisce di pensare senza di lei... non concepisco di vivere senza averla nel cuore.. così è nata questa poesia...

 

Quotidianeità

Fessure di sole

aprono disegni di polvere

bianchi,

lattiginosi come mattini

d'ottobre

che sfumano in nebbie

i contorni.

Poter restare un attimo ancora

prima che le cose diventino

ciò che sono da sempre,

lasciare che le cose

crescano da sole

lentamente.

Allora e solo allora

lasciarsi prendere

oppure dormire

fra i bianchi disegni di sole.

Fessure di sole e odioso trillo di campane

Mi dici: "Sta ferma, riposa",

ma il rasoio ha il fragore di treni

e l'acqua boati di cascate.

Se non mi alzo esci senza caffè

nella brina del giorno

ed io, che ti amo, mi alzo

e dimentico nebbie e crescere di cose.

 

 

Tag: poesia,natura,paesaggi

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05
mar
2008

Dialogo

23:27 Amelia


Dialogo - Dialoghi   questa è una vecchia poesia del mio periodo Sartriano...

Quando ero piccolina e mi dilettavo a pensare, presa dal raptus della poesia ho tentato di descrivere un immaginario dialogo fra persone che non si  ascoltano.. persone che sono vicine, ma parlano lingue assolutamente diverse, persone che hanno fretta...

è cambiato qualcosa?

 

 

Dialogo

Paul Valery?... si può darsi sia lì

perso nel tempo, oggi più di ieri, ieri che non c'è

ch'è forse domani,

no, ieri è oggi... era lì.

Si, si leggi pure, ancora più pochi

ma serve a qualcosa, a chi?

e' tutto finito, non c'è più religione,

neanche cultura, cultura e religione.

no, non coltura di verze,

cultura in senso di lettere.

No, non dell'alfabeto, non un abbecedario

A come arancia,B,C come cane...

no, cultura in senso di arte

"Quale parte? la destra, la sinistra?" ma cosa dici

Non parte... "Chi parte?"

Dicevo che è arte, stammi a sentire.

"Ma ho capito Arte, non parte, nè destra, nè sinistra

e neppure c'è uno che parte"

Si tratta proprio di Arte con la A maiuscola

"Arte... di, di chi?"

Appunto, dicevo è propri così

vedi che non lo sai, ti domandi di chi?

e perchè... "Ma no... vedi dicevo..."

Non interrompere prego

Le cose stanno così e questo è il fatto,

la colpa e non è vero

che non c'è più arte nè parte  e religione

non c'è più l'uomo

"Quale uovo?"

Si, nella tua testa l'uovo!!!

"Ma cosa dici adesso?"

Leggi, leggi Valery che tanto

fra uomo uovo, arte e parte

tu resti lì

e ci resterai ancora per molto

"Ma no, me ne vado"

No, vedi, dicevo...

Ma si, ma vai... fai quel che vuoi

amici come prima

patti  lunghi amicizia chiara

No, il contrario, be, non importa

Tag: poesia

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05
mar
2008

Dal rigattiere di X

09:41 Amelia


Questa poesia l'ho scritta molto tempo fa, dopo uno dei numerosi traslochi... La memoria di cose passate non posso toglierla dal mio cuore, resta con me immutata, viva e sorgente continua di gioia.

Dal  rigattiere di "X"

Un tappetino di similerba,

verde, appunto.

Un tacquino di similpelle

con alcuni fogli strappati

e appunti sul "Capitale di Carlo Marx.

Gomitoli di lana disfatta

e una bambola senza più braccia

ed un occhio solo, più sotto l'occhio mancante,

lo riappiccico, perchè non sta bene.

Una porcellana sbrecciata e alcuni sassi di mare

ricordo di chissà quali vacanze.

Fotografie ingiallite

con volti sconosciuti,

forse felici, chi sa..?

Fogli sbiaditi,

lettere forse d'amore

ed altro ancora.

Riaffiorato ora alla memora per sbaglio

e subito richiuse

nel silenzio di un baule ammuffito,

vendute per poche lire

al rigattiere dell'angolo.

Tag: poesia

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27
feb
2008

Temporale d'estate

23:34 Amelia


 

 


Temporale d'estate

 

 

 

Un bagliore

ha squarciato le tenebre

spezzando l'immota armonia

L'anima mia brucia

aperta

a spazi infiniti

ove si perde.

Volano farfalle notturne,

fruscio di venti lontani,

volti di altre persone

che spuntano nel buio

come note uscite dal silenzio,

dischiudono il breve spazio

in speranze d'infinito

Tag: poesia,ritocco,cielo,natura,computer

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25
feb
2008

Qui dove il tempo si svolge

16:21 Amelia


Paure dissolte

Qui dove il tempo si svolge

Rami intessuti di silenzio

rompono nebbie distese,

anch'io, inquieto uccello,

troverò pace

qui, dove il tempo si svolge

ed apre spiragli

d'infinito amore

Tag: poesia

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25
feb
2008

Primo sole

16:06 Amelia


 

Ascoltare il mare distende e rilassa...
 

Primo sole a Genova
C'erano spiagge ciottolose e gaie
e azzurre acque che lambivano
rive sempre più strette,
lucertole verdi bevevano il sole
e si guardava stupiti
lunghe fila di nere formiche
su muriccioli sbrecciati.
Alla sera,
quando l'odore del mare
ti coglie più forte,
guardavi nell'acqua le stelle
cominciando una conta.
Altri bimbi ora contano
ed ancora io gioco a contare,
in pozze di pioggia,
le stelle.
 

Tag: poesia

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25
feb
2008

Nelle cose di sempre

15:34 Amelia


 


 

 

Nelle cose di sempre

Comprendo ora forse,

nel concavo silenzio del cielo,

in questo morbido abbraccio di vento,

la gente o le cose?

So ora l'infinito,

qui sola,  piccola cosa nel tempo

che trema e si strugge?

Tu placida immobile fronda,

amorosa betulla, tu sai

e ti muovi nel vento o ristai,

sempre uguale sicura.

Scivola su di te la vita

e la sai.

Io non so

e la mia breve vita in inquieta ricerca consumo.

Sbuccio giornate,

con la mano incerta ferisco,

sapendo di ferire,

e come bestia ferita grido

Tag: poesia,musica

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23
feb
2008

Vivere

23:08 Amelia


Vivere

Portata dal vento

vola nel silenzio

ragione di mille inutili cose

e l'anima ricomposta

brama luci più

grandi

Tag: poesia

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23
feb
2008

Immobilità?

22:42 Amelia


Immobilità?

Non vuoi dir niente

e stai a guardare

 fiore che nasce e muore

 e mostra la sua verginità nuda

che il vento disperde nell'aria

 prostituta che si offre innocente

 Nudità più profonde assapori

già di pioppo sa l'aria

semi forse fecondi

 nel grembo della madre

................................

attendi

chi tenderà la mano,

ma tu, l'accetterai?

Tag: poesia

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22
feb
2008

Primavera

19:27 Amelia


In volo leggero si posa sui fiori... nonostante il suo peso vola veloce.

Primavere

Il ghiaccio si è sciolto,

lentamente,

ascolto il rumore del fiume

che scorre,

lontano,

e diviene musica dolce,

richiamo.

Odore di terra bagnata,

ronzio d'api operose,

come fiore irrorato

lentamente si schiude

dolcezza.

Tag: poesia

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22
feb
2008

Nel senso del tempo

19:08 Amelia


Scrissi questa poesiola  molto tempo fa e  avevo precisato: "Penso che troppo spesso si viva aspettando il domani, quello che deve venire e si fa nulla. Ma il domani è già oggi e senza fare niente avremo niente e il niente è la morte. Così noi viviamo la nostra morte ogni giorno, come foglie che tremano nel vento aspettando solo di cadere, alcune cadono anzitempo, ma, forse, hanno vissuto! "

Scrissi questa poesiola  molto tempo fa e  avevo precisato: "Penso che troppo spesso si viva aspettando il

Ge 14 Gennaio 1975

Non ho cambiato opinione,  ogni giorno  è meraviglia da vivere, anche quando il flusso della vita tocca gli apici più bassi.... quando si è scesi fino alle profondità della terra, si può solo risalire nello splendore della vita.

Nel senso del tempo

Non ha più senso aspettare

un giorno ch'è ultimo

prima ancora di nascere.

La foglia è già caduta

cullata dal vento

e solo la terra che conosce

il volto dei morti

non mostra stupore.

Camminiamo la nosta morte

viva

tra filari di pioppi e betulle...

Tag: poesia,natura,paesaggi

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20
feb
2008

Ombre

19:48 Amelia


Questa poesia è recentissima..

Ombre

 


Un giorno ti incontrerò,

là dove si disfa il giorno

e la notte tacita s'avanza.

Non ci sarà bisogno

di parole, ch'oggi mi chiedi,

quasi a rincantucciare  tue paure.

Là dove l'orizzonte scema

mi troverai completa.

 

Tag: natura,poesia

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20
feb
2008

Pioggia

19:40 Amelia

Io amo il sole, il calore che scalda il cuore, matura la frutta e rende tutto più gioioso... La pioggia mi intristisce, ma occorre perchè il sole possa fare il suo lavoro... un magico equilibrio che trasforma ogni cosa e dona la vita.

Pioggia

Rigagnoli gialli

di acqua

scavano lenti

il madido suolo

e uccelli

stringono cerchi più bassi

e gridano a tratti

la fame.

A tratti urlerei con loro

per spezzzare quel filo

che ancora mi unisce

al dolore,

cordone ombelicale

che da e toglie la vita

Ora la pioggia è lieve

come la brezza d'estate

e le rondini sfidano il cielo

con stridi di vita.

Di nuovo aspetto

l'estate e il suo sole.

Tag: poesia,natura

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20
feb
2008

Paludi romane

19:15 Amelia


 

 
 


Il treno correva  tranquillo verso la sua destinazione... Noi ragazze eravamo in gita scolastica e ormai stanche dormicchiavamo sulle poltrone rosse.  Mi erosvegliata al primo chiarore del sole, al primo raggio che ha squarciato il buio... e  una meraviglia si presentava  ai miei occhi... così  anni dopo, ricordando ancora, ho scritto questa poesia.

 Paludi romane

 

Un alba

Gialla di  sole 

E silente 

Sulle paludi  romane,   

il treno  corre  

sfiorandole appena  

 

e lascio   

coriandoli  di  sogni   

appesi  alle nebbie 

  

ovattate   

aleggianti  sull’acqua.  

 

Ricordo…   

Ora come allora   

Gli  occhi  spalancati    

Su  un mondo   

Che ancora doveva 

  

Ferirmi   

Che già mi ha straziato.  

Paludi  romane   

Silenziose e magiche   

In un mattino d’estate  

 

Scoperte tra il borbottio del treno  

 

Che correva veloce  

 

In quell’alba dorata… 

 

Sognavo, non è  morto in me  

 

Il sogno,   

la nebbia non s’è  diradata 

  

spazzando  magie.. 

  

Sono qui,   

tutta intera   

e ancora   

i miei  occhi   

trapassano  nebbie   

e colori.   

Tendo  la mano   

A sfiorare incanti  

 

Ora, come allora,  

ti  cerco…  

magia,

incanto  che non finisce.

Tag: musica,poesia,natura

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18
feb
2008

Primavere

14:30 Amelia


Una poesia relativamente recente, ammirando con occhi nuovi tutto ciò che mi circonda ed evocando ricordi lontani... così è nata questa poesia.

 

 

Primavere

 

Il ghiaccio si è sciolto,

lentamente,

ascolto il rumore del fiume

che scorre,

lontano,

e diviene musica dolce,

richiamo.

Odore di terra bagnata,

ronzio d'api operose,

come fiore irrorato

lentamente si schiude

dolcezza.

Tag: poesia

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17
feb
2008

Lasciando l'inverno

23:38 Amelia

Lasciando l'inverno è stata scritta molto tempo fa. Non si tratta dell'inverno stagione ... ma dell'inverno del cuore. Di quella situazione che ci fa stare chiusi dentro le strette mura della nostra casa..
 
 


 

Lasciando l'inverno...

 

 

Assapori la notte

guardandola appena fra le persiane abbassate.

La luce ti giunge a strali,

ferisce la stanza.

Assapori la sera

aspettando che arrivi

la sigaretta in mano

e aspetti che cali la tenda

sullo scenario della tua vita

Le case fuori hanno bui gli occhi

aperti all'ultima luce

di un sole freddo

che segue inesorabile il cammino

Poi avverti la magia

di luci accese sul mondo

La vita ricomincia per un attimo

attorno ad una tavola

I bambini ridono,

raccontano dei loro giochi,

un televisore ripete parole

poi il silenzio

I bambini dormoni nel loro letto

e aspettano il giorno che viene

i loro sogni sono tranquilli

il sonno profondo:

Una donna attende il suo uomo

e i minuti sembrano ore

Poi anche loro riposano

I tuoi occhi cedono alla notte il passo

Anche tu taci,

si è fatto silenzio

potresti sentire le voci dei gatti

nella notte

e i passi di un uomo solo

che vaga cercando riposo,

ma dormi anche tu.

Tag: poesia

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14
feb
2008

Questo (mi richiami) amore

14:10 Amelia



A volte la natura e le sue meraviglie mi toccanto in modo davvero profondo e associo ad eventi emozioni e sentimenti..

A volte la natura e le sue meraviglie mi toccanto in modo davvero profondo e associo ad eventi emozioni e sentimenti..

Così l'amore per una persona, per me cosa importantissima, si intreccia con l'immagine del sole che sorge, sia al mattino, sia  dopo un'acquazzone, quando, cessata la furia dell'acqua  e del vento, il sole illumina gli sprazzi di cielo fra le nuvole, creando suggestioni incredibili e sciogliendo i colori.. Arcobaleni allora dipingono il cielo.

Così quando tu sei vicino, è come se tutto si tingesse dei colori del sole.. come se l'arcobaleno potesse spuntare ogni volta, anche dopo litigi. baruffe e incomprensioni.. Ci sono, ma alla fine ecco il sole, ecco la gioia del colore ritrovato, la meraviglia di un arco di pace....

Da profonde lontananze emergi

sole

che milioni di rugiade

sciogli

Arcobaleni, timidi miracoli

di ogni giorno,

questo mi richiami

amore.

Ogni giorno mi sciolgo

simile a gocce di rugiada.

Tag: poesia

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13
feb
2008

S. Valentino

18:48 Amelia


 


 

 

Mi piace partire con te!

Partirei sempre,

partiamo, amore, andiamo lontano

là dove i gabbiani

gridano

con le loro voci acute,

dove il mare è più azzurro e vicino

e le creste dell'onde

si confondono coi bianchi gabbiani.

Andiamo dove vuoi,

dove il cielo è azzurro e sereno

come i tuoi occhi,

o buio e tempestoso;

dove il vento

piega i fragili steli

o urla contro le rocce.

Andiamo, andiamo a casa amore,

Andiamo nel mondo

assieme agli altri.

Andiamo

Andiamo

dove possiamo guardarci negli occhi

ed

amarci.

Andiamo da Jonathan

il gabbiano.

Tag: musica,poesia,natura

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13
feb
2008

Vedrò il tuo viso

18:47 Amelia

 

Per il mio nonno, un uomo giusto... un uomo saggio, .. un uomo che conosceva il valore delle cose e delle parole...


Non è la mia prima poesia... no, è la poesia dedicata alla persona che ho amato con tutto il mio cuore, alla persona che riusciva a comprendere i miei silenzi, i miei musi, le mie paure; che riusciva a farmi sorridere con un solo sguardo e con quello stesso mi rimproverava così fortemente da farmi star male.

Dedicata al nonno che mi faceva fare cavalluccio su una vecchia filastrocca che neppure ricordo tutta: "Trotta galoppa cavallo di stoppa, col tuo gran cavalier sulla groppa... " era lunghissima e non la ricordo più.

Al nonno che mi faceva sognare declamando l'Iliade, l'Odissea e i canti della Divina commedia.. il tutto a memoria... con cambi di intonazioni e di voci incredibili.

Ho amato queste opere grazie a lui.

Vedrò il tuo viso

E' scomparso il tuo volto

agli occhi nostri

mortali.

La tua voce

non risuona più

nelle tepide stanza.

Ma è già spuntato

un fiore

dalla terra ieri arida

e ascolto l'erba che cresce

e profuma

Presto negli oleandri

in fiore

vedrò il tuo viso

Tua nipote...

 

Tag: poesia

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12
feb
2008

Vecchiezza

17:27 Amelia

 Una vecchia casa ormai abbandonata, venduta forse... non so all'epoca, forse fonte di legati testamentari e di liti. Era bellissima una grande casa dicampagna in piena città.. un tempo probabilmente era lontana dal centro abitato, ma l'espandersi della popoazione l'aveva resa quasi centrale.

Passavo ogni giorno con i miei cani a salutarla e, ogni tanto, entravo. Suscitava in me profonda commozione e mi sarebbe davvero piaciuto poterla acquistare, sistemare ed abitarci...

Al suo posto ora ci sono una serie di condomini. Unità abitative dalle stanze piccolissime, unità atte ad ospitare tante famiglie...

 


Ho provato a fare un filmato da immagini rendendo visibile la poesia.. peccato non aver avuto immagini della vecchia casa in via Chiesa... 

 Vecchiezza

Una casa in via Chiesa

abbandonata e sola

come un antico maniero

senza più fantasmi

e catene trascinate nella notte senza luna

(forse qualche spettro vanitosi

si mostra, cigolante apparizione,

in pleniluni argentati)

La casa è là, fra le altre

belle, ricche, abitate.

Ora solo qualche cane galante

ci porta cagnette dubbiose

"Ecco, vedi, la sala, qui la cucina,

la stalla da questa parte,

il fienile, acquaio

e questo è il posto del cane,

accogliente ti pare?"

e dolci ululati interrompono il silenzio notturno.

Luci si accendono intorno

e qualcuno brontola nella notte,

desideroso, forse, di un atto d'amore

tralasciato per stanchezze accumulate.

D'inverno, quando il freddo e la pioggia

rinchiudono gli uominic ome orsi in letargo,

la vecchia casa è felice;

bianchi vagabondi si intrufolano fra le sue mura

(scrupolosamente sbarrate dalla sovraintendenza

a non so bene cosa, che si preoccupa della salute del cittadino

chiudendo le P.P. Proprietà Private in attesa di un oculato compratore)

e che importa se se qualche imposta si è trasformata in fumo

ora c'è di nuovo odore di minestra e profumo di vita.

E la casa fra tramonti dorati

ed albe nebbiose, fra bianche brine invernali

e dolci risvegli gemmati

ricorda vociare di bambini

e sguardi innamorati , persi in quelle discese di fuoco.

Ricorda e non ha altro, aspetta.

Forse domani la ruspa cancellerà

quello "sgorbio" vecchia maniera,

presente insulto all'architettura moderna...

e la casa è lì, paziente, rassegnata

le sue mura scrostate e l'erba che cresce e colora.

Intanto innamorati, vagabondi e cani

La ricorderanno e, forse, rimpiangeranno un poco.

Così è la vita...

Tag: musica,poesia

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12
feb
2008

Così son io!

14:35 Amelia


L'agave nella mia terra è rigogliosa e si erge dritta e forte. Nnei giorni del suo splendore produce una grande inflorescenza carica di fiori gialli che attirano api.. molto bella sull'azzurro del cielo e del mare.
Prima che l'agave produca il suo fiore passano anni.. la pianta cresce, cresce e si allarga, le sue lunghe foglie piene di aculei si estendono in larghi spazi .. splendida davvero.. poi giunta a maturazione un fusto si slancia verso l'alto.. quasi cigno... e in cima ecco il giallo... bellissimo... Purtroppo una volta che il fiore sfiorisce e la pianta avvizziscee muore, ma
sotto le lunghe foglie secche ecco le nuove vite...

 

 

 


 

Così son io!!


Non chiedermi

di essere come l'agave

parsimoniosa e lenta,

come l'agave che fiorita muore.

Non chiedermi

di attendere sterile

nella terra il domani.

Sono papavero

in biondo cielo di grano

ogni anno mi brucio

nel sole

 

Tag: poesia

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