14
set
2008

Per te

19:29 Amelia

 

 



Anche questa è una poesia dedicata a una persona cui ho voluto molto bene e che non c'è più o almeno non è più qui... ma nel mio ricordo è sempre presente.

 

Per te

Di che stupisci ancora, tu, che ogni cosa hai bruciato

prima d'esser uomo fatto?

Tu che hai vissuto la tua vita

senza giochi sereni.

corse nei campi assolati di grano,

colto papaveri e bevuto nei fiumi a sorsate,

senza racconti incantati di fiabe lontane.

Senza brusche impennate

di puledro selvaggio.

Piccolo grande uomo,

troppo presto importante,

troppo grande.

Hai in un ago i tuoi paradisi,

in un buco i boschi, i fiori e tutto quanto,

in una polverina la speranza.

Tu ridi dei miei rapimenti improvvisi

per una fronda mossa dal vento

in un tramonto che mi scioglie

in mille tristezze...

Ridi del mio crescere lento...

Io non rido.

Vorrei raccontarti storie

e correre nei prati a piedi nudi,

saltare fra un sasso e l'altro nei ruscelli,

cogliere nell'ondeggiare del grano maturo

il rosso dei papaveri e il cielo dei fiordalisi

e vorrei che cielo e fuoco

fossero i miei occhi fissi nei tuoi,

ma il lampo che leggo nei tuoi occhi

è tristezza, è morte il tuo pensiero...

La tua amica

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28
mar
2008

Aspirazioni

17:22 Amelia


Losservazione della natura porta a ripensare alla vita


Guardando un  soffione che lascia i suoi semi nel vento e con essi il mio gioco segreto, mi è venuta questa immagine... molti anni fa.

La vita poi insegna molte cose, ma questa immagine mi è rimasta impressa. I nostri desideri e aspirazioni si mostrano spesso nella loro vuota inutilità, purtroppo , spesso, su questi abbiamo appoggiato la nostra realizzazione; solo quando avremo aperto le mani e li avremo lasciati andare troveremo quella pace che siamo andati affannosamente cercando

Aspirazioni

Portata dal vento

vola nel silenzio

ragione di mille inutili cose

e l'anima ricomposta

brama luci più grandi

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25
mar
2008

La città dei gabbiani

19:26 Amelia

 


I gabbiani mi riportano sempre alla mia città, una città che ha tratto al mare la terra, una città che non ha più spazio e ne recupera sempre, a scapito di monti e alberi. Fortunatamente le cose sono un po' cambiate e adesso c'è molta più attenzione al territorio e all'ambiente, quando scrissi questa poesia stava morendo. Ora mi sembra stia rivivendo, perciò ho modificato leggermente il testo primitivo... nella speranza che la resurrezione sia stabile

La città dei gabbiani

Ridono gabbiani solitari

Bianchi

come monumenti lavati

 in un giorno di pioggia

e volano lenti

come uomini stanchi

Li ho visti

su mari solcati da navi,

lunghe ali abbracciano il cielo,

già grigie,

lievi ombre sui miei monti

scavati dal frangersi d'onde.

I miei monti argentati

di olivi e di sale...

ritornano ora alla mente

insieme con mare, gabbiani

e sapore di sale. 

I gabbiani ancor volano e ridono...

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21
mar
2008

Illusioni

18:00 Amelia

 

Nata dalla visione delle foto di Enkiddu che mi trasmettevano il senso della prigione cosntante nella vita, prigione da cui non si esce, illusione di libertà... l'ultima prigione era rappresentata da un vaso di fiori.. ma i fiori... uscivano dalla prigione...


Guardando alcune foto, dal tema ripetitivo, linee che si intrecciavano formando gabbie, prigioni, certo non volute dall'autore delle foto, mi è apparso chiaro come spesso agiamo credendo di essere liberi, mentre in effetti siamo chiusi in gabbie... ma le gabbie sono solo nostre, noi possiamo chiudere i fiori in gabbie, ma essi non cesseranno di essere "liberi" non perchè lo siano realmente, ma perchè non sanno di non poter fare altro. Noi possiamo scegliere, ma spesso prendiamo scorciatoie, spesso preferiamo essere in gabbia... e allora io voglio correre a sciogliere catene, ad affermare la mia libertà su tutto quanto, a dire, ancora una volta, che non posso essere rinchiusa, che anchio sono fiore, non ci sono gabbie per me, ma perchè ne sono consapevole!!!

 

Illusioni

Di giorno in giorno

Si sale, si scende...

tra invisibili gabbie,

specchio d'acqua che il sole trama,

il movimento rinchiude..

gabbie trasparenti,

lucenti speranze, tracce nell'acqua...

Righe sulla neve, acqua congelata,

trame

ancora cammini di fuga,

ricerca di luce,

Si sale, si scende

arcobaleni si stendono

in cieli ancor plumbei

e corro fra gocce,

ancora scroscianti,

per aprire prigioni

......

I fiori, loro, non hanno gabbie.

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20
mar
2008

Morte

15:06 Amelia


La morte accompagna un po' tutto il cammino della nostra vita, cerchiamo di allontanarne il pensiero, di tenere lontano la sua venuta, ma lei è lì... meglio segue il nostro vivere quotidiano.

Spesso la mia vita è arrivata a guardare la morte da vicino, prima il nonno, che amavo tantissimo e che ha lasciato un vuoto grandissimo, poi io, con incidenti e poi i miei familiari ed amici. La morte è stata compagna che ha scandito la mia vita... alla fine mi sono ancorata ad essa e non mi fa paura. Posso guardarla senza nascondermi.

Da questo sono nate queste due brevissime "poesiole" entrambe intitolate :

 

Morte

Il sole

ha percorso il suo cammino

ha illuminato

riscaldato, dato vita

ed ora riposa.

Domani sorgerà

ancora

Morte

Sei tornato alla terra

che arida

rinasce

 

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19
mar
2008

Mendicante

18:54 Amelia

A volte camminiamo indifferenti a tutto quello che ci circonda, a volte la terra risuona dei nostri passi stanchi e non ci rimanda altra eco che noi stessi. A volte, oggi, la paura  diventa la nostra padrona e ci chiude gli occhi.

Questa poesia è stata scritta molto tempo fa...

 

Mendicante

Cammina sull'asfalto lucente

e il suo passo risuona

lento ed uguale

Altri passi si uniscono

e se ne vanno come sono venuti

qualcuno lo guarda e prosegue

ed il passo risuona uguale

come una nota stanca.

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15
mar
2008

Partiamo

00:24 Amelia

 

 

Scrissi questa poesia un san Valentino di tanti anni fa per l'amato.. come regalo ...

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10
mar
2008

Davanzale

15:23 Amelia


Questa non è la stagione giusta per questa poesia, scritta d'autunno, quando il vento comincia a spirare freddo e penetrare sotto gli abiti ancora estivi. Il davanzalesul quale sporgevo le mani era rivolto a nord-est e si poteva gustare il sorgere del sole e stare freschi nei caldi giorni estivi. Amavo starmene lì appollaiata fra i rami dei pini e lasciarmi portare dai pensieri...

Davanzale

Mai finiti disegni di ombre

neppure qui è pace

e grigio soffio di vento

ha voce di grilli

morenti

nei primi d'autunno:

L'uva schiumeggia nel vino

già tinta di rosso rubino

e l'erba seccata sull'aia

profuma nell'aria l'inverno..

Balaustra di vento

che scorre,

come mare che torna;

già seme in terra marcisce

e si spaccaùgià un'alba ferisce la notte.

Davanzale d'ombra e di vento

sul quale ora sporgo le mani

Ho colto nell'aria il risveglio

lontano

si svolge l'immenso.

Tace il muto silenzio.

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08
mar
2008

Quotidianeità

18:29 Amelia


Amare una persona per me è un coinvolgimento totale che mi impedisce di pensare senza di lei... non concepisco di vivere senza averla nel cuore.. così è nata questa poesia...

Amare una persona per me è un coinvolgimento totale che mi impedisce di pensare senza di lei... non concepisco di vivere senza averla nel cuore.. così è nata questa poesia...

 

Quotidianeità

Fessure di sole

aprono disegni di polvere

bianchi,

lattiginosi come mattini

d'ottobre

che sfumano in nebbie

i contorni.

Poter restare un attimo ancora

prima che le cose diventino

ciò che sono da sempre,

lasciare che le cose

crescano da sole

lentamente.

Allora e solo allora

lasciarsi prendere

oppure dormire

fra i bianchi disegni di sole.

Fessure di sole e odioso trillo di campane

Mi dici: "Sta ferma, riposa",

ma il rasoio ha il fragore di treni

e l'acqua boati di cascate.

Se non mi alzo esci senza caffè

nella brina del giorno

ed io, che ti amo, mi alzo

e dimentico nebbie e crescere di cose.

 

 

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05
mar
2008

Dialogo

23:27 Amelia


Dialogo - Dialoghi   questa è una vecchia poesia del mio periodo Sartriano...

Quando ero piccolina e mi dilettavo a pensare, presa dal raptus della poesia ho tentato di descrivere un immaginario dialogo fra persone che non si  ascoltano.. persone che sono vicine, ma parlano lingue assolutamente diverse, persone che hanno fretta...

è cambiato qualcosa?

 

 

Dialogo

Paul Valery?... si può darsi sia lì

perso nel tempo, oggi più di ieri, ieri che non c'è

ch'è forse domani,

no, ieri è oggi... era lì.

Si, si leggi pure, ancora più pochi

ma serve a qualcosa, a chi?

e' tutto finito, non c'è più religione,

neanche cultura, cultura e religione.

no, non coltura di verze,

cultura in senso di lettere.

No, non dell'alfabeto, non un abbecedario

A come arancia,B,C come cane...

no, cultura in senso di arte

"Quale parte? la destra, la sinistra?" ma cosa dici

Non parte... "Chi parte?"

Dicevo che è arte, stammi a sentire.

"Ma ho capito Arte, non parte, nè destra, nè sinistra

e neppure c'è uno che parte"

Si tratta proprio di Arte con la A maiuscola

"Arte... di, di chi?"

Appunto, dicevo è propri così

vedi che non lo sai, ti domandi di chi?

e perchè... "Ma no... vedi dicevo..."

Non interrompere prego

Le cose stanno così e questo è il fatto,

la colpa e non è vero

che non c'è più arte nè parte  e religione

non c'è più l'uomo

"Quale uovo?"

Si, nella tua testa l'uovo!!!

"Ma cosa dici adesso?"

Leggi, leggi Valery che tanto

fra uomo uovo, arte e parte

tu resti lì

e ci resterai ancora per molto

"Ma no, me ne vado"

No, vedi, dicevo...

Ma si, ma vai... fai quel che vuoi

amici come prima

patti  lunghi amicizia chiara

No, il contrario, be, non importa

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05
mar
2008

Dal rigattiere di X

09:41 Amelia


Questa poesia l'ho scritta molto tempo fa, dopo uno dei numerosi traslochi... La memoria di cose passate non posso toglierla dal mio cuore, resta con me immutata, viva e sorgente continua di gioia.

Dal  rigattiere di "X"

Un tappetino di similerba,

verde, appunto.

Un tacquino di similpelle

con alcuni fogli strappati

e appunti sul "Capitale di Carlo Marx.

Gomitoli di lana disfatta

e una bambola senza più braccia

ed un occhio solo, più sotto l'occhio mancante,

lo riappiccico, perchè non sta bene.

Una porcellana sbrecciata e alcuni sassi di mare

ricordo di chissà quali vacanze.

Fotografie ingiallite

con volti sconosciuti,

forse felici, chi sa..?

Fogli sbiaditi,

lettere forse d'amore

ed altro ancora.

Riaffiorato ora alla memora per sbaglio

e subito richiuse

nel silenzio di un baule ammuffito,

vendute per poche lire

al rigattiere dell'angolo.

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27
feb
2008

Temporale d'estate

23:34 Amelia


 

 


Temporale d'estate

 

 

 

Un bagliore

ha squarciato le tenebre

spezzando l'immota armonia

L'anima mia brucia

aperta

a spazi infiniti

ove si perde.

Volano farfalle notturne,

fruscio di venti lontani,

volti di altre persone

che spuntano nel buio

come note uscite dal silenzio,

dischiudono il breve spazio

in speranze d'infinito

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25
feb
2008

Qui dove il tempo si svolge

16:21 Amelia


Paure dissolte

Qui dove il tempo si svolge

Rami intessuti di silenzio

rompono nebbie distese,

anch'io, inquieto uccello,

troverò pace

qui, dove il tempo si svolge

ed apre spiragli

d'infinito amore